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VAGINISMO: UN DIVIETO AL RAPPORTO SESSUALE PENETRATIVO di Sabina Garofalo - Sessuologa di Aied Napoli

Spasmo involontario della muscolatura del terzo esterno vaginale. Così viene definito il Vaginismo dal DSM-IV. Notevole disagio, persistente dolore, ansia, fobia e preoccupazione è ciò che le donne sperimentano al tentativo di una penetrazione. Si tratta di una situazione patologica che può essere permanente o situazionale, può derivare da fattori psicologici o da condizioni fisiche, ma ciò che conta è che può essere affrontata.

Nelle donne portatrici di questa disfunzione sessuale, è stato riscontrato un tratto tendente all’ipercontrollo a cui si associano inibizioni relative a convinzioni religiose molto ortodosse, precedenti traumi sessuali, forte evitamento di una gravidanza. Nonostante alti livelli culturali individuali, si rilevano delle distorsioni cognitive circa le dimensioni della vagina tanto da percepire dolore alla sola immaginazione della penetrazione. Inoltre, come è stato già riscontrato nel 1992 dai ricercatori Poudat e Jarrousse, spesso è il partner che partecipa al mantenimento dei sintomi accettandoli, con la convinzione di non voler aggravare troppo sulla sofferenza della partner, non si impegnano a raggiungere qualche cambiamento.

La difficoltà principale da superare anche in psicoterapia è il disagio della donna. Quindi con molto rispetto va accompagnata nel raccontarsi, accettando i tempi di disvelamento della propria intimità. Questo soprattutto perché, seguendo una idea della plurifattorialità della disfunzione, non bisogna effettuare un intervento esclusivamente sul sintomo. Infatti, quando la situazione lo consente, è opportuno analizzare le caratteristiche della personalità, ma soprattutto le dinamiche di coppia e le modalità di gestione del rapporto sessuale da parte di entrambi i membri della coppia. Quindi tra gli obiettivi fondamentali che una donna deve raggiungere per affrontare questa ferita dell’anima che si esprime ‘’sotto le lenzuola’’, occorre: ristrutturare le proprie idee erronee, imparando a riconoscere che lo spasmo involontario che fa tanto percepire un ‘’muro’’ al proprio partner è in realtà una risposta condizionata e quindi è possibile riappropriarsi del controllo; bisogna provare anche a ‘’rieducarsi’’ sulla conoscenza anatomica passando per la comprensione che la muscolatura della vagina si adatta alla dimensione del pene; affrontare e risolvere risentimenti reciproci e conflitti di coppia.

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