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CENTRO DI SOSTEGNO PER GLI UOMINI “MALTRATTANTI”

CENTRO DI SOSTEGNO PSICOLOGICO PER GLI UOMINI “MALTRATTANTI”

PRESSO LA NOSTRA SEDE E' IN FUNZIONE LO SPORTELLO DI ASCOLTO PER GLI  UOMINI MALTRATTANTI. PER CONTATTARCI, BASTA CHIAMARE LA NOSTRA SEGRETERIA AI NUMERI CHE TROVATE ALLA SEZIONE CONTATTI, LE NOSTRE SEGRETARIE VI DARANNO TUTTE LE INFORMAZIONI SUI TEMPI E SUI COSTI DEL NOSTRO PERCORSO PSICO-EDUCATIVO PER UOMINI AUTORI DI VIOLENZA SULLE DONNE E SUI FIGLI.

Negli ultimi anni l’emergenza relativa alla violenza sulle donne messa in atto da uomini, spesso vicini affettivamente alla vittima, ha raggiunto livelli estremamente preoccupanti ed ha portato all’attivazione di numerose e svariate risorse, in campo medico, psicologico, sociale, volte al sostegno, alla protezione, all’aiuto concreto alle donne maltrattate.

Anche le agenzie educative, prima tra tutte la scuola, hanno focalizzato la loro attenzione sulla formazione delle nuove generazioni, educandole al rispetto dell’altro/a, al considerare uomo e donna pari nella dignità, nei diritti, nella libera espressione di se stessi e della propria volontà.

Tuttavia, ben poco è stato fatto, soprattutto nel Meridione, per intervenire su e con l’uomo “maltrattante” ben prima che la rabbia, l’aggressività, la violenza, rompendo le fragili barriere poste dall’amore “malato”, irrompano, non più controllabili, provocando le tragedie di vite distrutte.

Non si tratta, come si potrebbe erroneamente pensare, di giustificare e difendere questi uomini, trovando delle motivazioni assolutorie alla loro violenza, ma di aiutarli ad avviare un percorso dentro se stessi, alle radici del loro male interiore, della sofferenza e della rabbia che li porta a distruggere chi più affermano di amare. Il progetto dell’A.I.E.D., rivolto agli uomini “maltrattanti” vuole sostenere coloro che ne accettano le finalità, a riconoscere, affrontare e dipanare i nodi interiori che condizionano negativamente e tragicamente la loro e l’altrui vita - molto spesso, purtroppo, anche quella dei figli - per raggiungere consapevolezza, assunzione di responsabilità e potere di cambiamento. Tuttavia, ci preme precisare che il nostro approccio non è psicoterapeutico, poiché riteniamo che l’uomo maltrattante sia un uomo “normale” che porta all’esterno la sofferenza legata ad un ruolo storico sociale che lo ha intrappolato, emotivamente e culturalmente, mettendolo forzatamente al riparo dalla capacità di riconoscere ed esprimere (soprattutto a parole) le sue fragilità, i suoi bisogni e il suo disagio emotivo (tutto questo è considerato “da femminuccia”). Un approccio psicologistico potrebbe costituire una giustificazione ai suoi comportamenti violenti, e questo non è certo tra i nostri obiettivi. Al contrario, il nostro percorso si definisce psico-educativo, proprio perché interviene sulle variabili culturali del processo più che su quelle biografiche, proponendo al “cliente”, come direbbe K. Rogers, di sperimentare modi di gestire il proprio potere, trasformandolo da potere che controlla (paradigma femminista che legge la violenza di genere in termini di potere e controllo) a potere personale, capace di utilizzare l’assertività piuttosto che la violenza.

 

Gli obiettivi del nostro sportello, dunque, sono:

  • Dare la possibilità di trovare aiuto a quegli uomini che riconoscono di averne bisogno, ma non lo trovano, non quando davvero sarebbe utile, prima delle prime botte, prima dei primi insulti, prima di arrogarsi il diritto di punire e ferire e uccidere una donna, quando ancora quel barlume di consapevolezza, di quanto sia distruttivo e sbagliato ciò che stanno facendo, non è stato spento dai sensi di colpa, dalla vergogna, dal disgusto verso se stessi, che portano, inevitabilmente, a riversare sull’altra tutte le responsabilità per giustificarsi ai propri stessi occhi.
  • Creare intorno al nostro sportello una rete istituzionale sul territorio, che raccordi l’attività di servizi sociali, centri antiviolenza, tribunali, commissariati di polizia, educatori di minori, nonché di liberi professionisti, quali, per es. gli avvocati matrimonialisti, per consentire delle azioni d’intervento sinergiche in difesa delle donne e dei minori a rischio.
  • Diffondere una nuova cultura del ruolo maschile, che consenta anche gli uomini di riconoscere i propri bisogni e le proprie fragilità senza ricorrere all’uso della violenza e della prevaricazione per affermarsi e per dissimulare il proprio disagio emotivo ed esistenziale.

Il progetto, che si avvale delle professionalità di una équipe composta da psicologi, sociologi, psichiatri, che mettono in campo competenze e strumenti acquisiti nel corso degli anni e sul campo, è già attivo dal mese di gennaio 2015, ed è possibile accedervi, senza considerarsi vincolati, attraverso una prenotazione telefonica, per un primo contatto, del tutto gratuito, con un’operatrice presso il nostro sportello.

Tale sportello è aperto sia agli uomini direttamente interessati al progetto, sia a chiunque altro, uomo o donna che sia, che abbia necessità di informazioni, chiarimenti, suggerimenti per poter indirizzare, successivamente, qualcuno che presenti questa problematica.

E’ importante che si sappia che esiste sul territorio una realtà “di aiuto” con queste caratteristiche, che tutti possono accedervi e, soprattutto, che si possono affrontare i problemi, che si possono trovare strade diverse dalla violenza e dalla disperazione e che si può stare bene.

 

 



 

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